NO, IL GATTO NON MI HA MANGIATO LA LINGUA!

La mia storia raccontata nel gruppo facebook: MUTISMO SELETTIVO
❤️❤️❤️

➡️ Cercando di utilizzare l’era digitale nel migliore dei modi, come promesso, voglio DIVULGARE e INFORMARE tutti voi che venite in contatto con i bambini con queste due parole MUTISMO SELETTIVO!

Si sono quei bambini che “non parlano” ma:
👉 NON LO FANNO APPOSTA!
👉 NON È SOLO TIMIDEZZA!
👉 SE NON SAPETE COSA DIRE, NON PARLATE.
👉INFORMATEVI!
👉 EDUCATEVI!

Qui sotto link per YouTube ⬇️

Sono una donna di 39 anni e solo poco tempo fà ho dato un nome alla mia sofferenza che mi ha segnato tutta la infanzia e successivamente anche la vita.

Ho pianto quando mi sono riconosciuta in mutismo selettivo perché dentro di me c’era ancora quella bambina che pensava di essere diversa e completamente sbagliata.

Erano anni 80, vivevo in un piccolo paese di quella che all’epoca era Yugoslavia (precisamente in Croazia).
Mia mamma doveva andare spesso in un ospedale psichiatrico e papà era sempre a lavoro.
Le persone con le quali passavo più tempo erano mia sorella e nonno anziano.
Nonno era molto “grezzo” nella comunicazione con la quale di sicuro non alimentava una buona autostima.

Io parlavo poco con i familiari e non ho mai, mai, mai detto una sola parola all’asilo ne a scuola fino alla seconda elementare quando un insegnante un giorno ha deciso gridando come un pazzo che dovevo parlare.
Era stufo del mio silenzio e mi ha costretta a leggere un pezzo da un libro.

Ricordo la mia disperazione, mi piangeva il corpo e l’anima.
Tutti i bambini mi guardavano.
Avevo paura di lui.
Singhiozzando ho cominciato a leggere.
Quelle erano le prime parole, era la prima volta che si è sentita la mia vocina dentro quella scuola.

Ma non bastava.
Non significava che da giorno dopo avrei parlato come altri bambini.

Non ho mai chiesto di andare in bagno.
Neanche quando ero nelle superiori.
Non amavo attirare attenzione.
In nessun modo.

Ricordo che nella prima elementare in pausa per la merenda e dopo aver mangiato, tornavo davanti alla classe.
Mi mettevo nell’angolo come un cucciolo ferito, abbandonato e solo.

È lì che aspettavo l’inizio delle lezioni.
Da sola davanti agli occhi del mondo.
I miei compagni andavano a giocare.
Io no.
Io soffrivo in quel mondo dove non mi sentivo protetta.

Ero vulnerabile.
Tutta la mia vita era così diversa da quei bambini felici che giocavano, ridevano, parlavano.

A me invece gli adulti chiedevano se il gatto mi avesse mangiato la lingua.
E sentivo mio papà rispondere: “È timida!”

Odiavo quella etichetta!
Odiavo me stessa perché ero diversa.
Odiavo la mia famiglia perché non era come quella di altri bambini.

Poi arrivavo a casa, sulla piccola montagna affacciata sul mare.
Quello era il mio paradiso.
Li mi lasciavo trasportare dalla magia che sentivo di avere dentro il mio cuore.

È lì che giocavo felicemente con mia sorella e quando restavo sola sognavo a occhi aperti.
Sognavo di diventare un giorno così famosa per far vedere al mondo quanti colori portavo dentro di me.
Erano così tanti da riuscire a colorare la vita di tutte le persone che avrei incontrato.

Oggi sogno di salire su un palco. Anche da bambina avevo spesso questa visione.

I miei migliori amici sono stati i libri.
Amo leggere e amo scrivere.

Per cercare di liberarmi dalla “ruggine” che portavo dentro di me ho aperto un blog dove scrivo le mie riflessioni.
Ho cominciato a scrivere anche il mio primo libro e per cercare di realizzare un altro sogno ho aperto un canale su YouTube.
Insomma, mi sembra di avere dentro di me tante parole che vogliono uscire.

Immaginate cosa significa per una persona che ha portato il mutismo selettivo tutta la vita con se come un accessorio, arrivare a parlare in un video dove si espone completamente al giudizio di tutti quelli che vedranno quelle riprese.

Sono così orgogliosa di me stessa e di tutto quello che ho passato.
E quel mutismo selettivo è stata la benedizione della mia vita perché quando si sta in silenzio, si osserva il mondo intorno e si sviluppa l’empatia.

Sono grata a tutti i ricordi perché li tengo come una pepita d’oro che mi ha fatto diventare chi sono oggi, cioè appoggio e coraggio per tutte le persone che ne hanno bisogno.

❤️❤️❤️

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