IL CUORE COLORATO

Ci sono persone intorno a noi che non si sentono amate.
Quelle persone cercano di cancellare i colori dell’arcobaleno che portiamo nel cuore.
Usando solo le tonalità scure, grigie e cupe cercando sempre di oscurare i nostri colori brillanti.

A volte ci riescono.
Fanno diventare la nostra vita uguale a quella loro.
E non hanno colpa per questo.
Siamo noi che vedendoli dimentichiamo quanta luce abbiamo dentro di noi.

Con quella luce possiamo illuminare i colori di chi non pensa di averli.
E così che scopriranno che ognuno di noi porta un arcobaleno nel cuore.

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DONARE È AVERE

Oggi ho pensato a quello che molte persone chiamano amore.
Quelle cose come “tu sei mio… tu sei mia”…

Quello non è amore.
L’amore non ha le catene.
L’amore è libertà.

Possesso è solo un segno che non ci sentiamo completi come persona e per questo dobbiamo avere chi ci amerà.

In realtà l’unica cosa che abbiamo è l’amore che proviamo verso le persone a noi care. Nostro è quel amore. Possediamo quello che doniamo.
Sempre.

Sia in coppia che in amicizia che con un senzatetto… Sempre!
Donare è avere!

COSI POCO PER GODERE

Riflessioni…

Oggi ho capito di essere molto fiera di me stessa.
Ho capito quanto sono forte.
E fidatevi non è egoismo ma pura autoconsapevolezza.

Ho pensato a una persona che ha fatto un gesto non molto bello nei miei confronti e sono riuscita ad essere felice per la sensazione che ha provato quando l’ha fatto.

Giuro! Sono stata felice nel provare a stare nella sua pelle mentre il suo ego cantava vendetta.

Sono felice per lui se ha fatto quello che lo gratifica.
Purtroppo però credo che non riesca ad avere soddisfazione di lunga durata per questo gesto.

Compassione è qualcosa che molte persone non proveranno mai.
Io invece amo i cuori coraggiosi e curiosi di vivere la vita mostrando affetto e amore per chi gli stà vicino.
Amo chi sa mostrare la propria debolezza senza vergognarsi di nulla.

Amo la VITA e questo fratello mio mi fà sentire molto lontana da quelli che godono con così poco come te!

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IL CUORE DI CIOCCOLATO

Mi hai parlato di te
Mentre volevi liberarti di lei
Mi hai trasmesso tanta sofferenza che porti nel cuore
Volevi alleggerire quel peso che ti ha lasciato
Probabilmente ti chiedevi se te lo sei meritato tutto quello

Lei è quella che ti ha ferito, ti ha fatto credere che non andavi bene così come sei
Lei è quella che ha fatto diventare di pietra il tuo cuore

Lei è quella che ti ha chiesto di non essere te stesso negandoti la libertà

Ieri sera hai staccato un piccolo sassolino e me lo hai donato
Volevi regalarmi il pezzetto del tuo cuore ma hai trovato solo un sassolino e quello mi hai donato con tanta speranza di riuscire a staccare pezzo per pezzo quella pietra così dolorosa per te

Io l’ho accolta dolcemente
Era piccola ma pesante sul mio cuore
Ho odiato l’idea che ti ha fatto così tanto male
Ti ho ascoltato con tanto amore
Tu lo sai che mi piace lasciarti parlare mentre ti guardo incantata dalla melodia della tua voce

Giorno dopo giorno ti aiuterò a staccare tutti i sassolini per liberare il tuo cuore dolce, dolcissimo come il cioccolato!

SHOPPING IN PACE

Sono una commessa. Sono stata una imprenditrice e prima ancora sempre commessa.
Ho lavorato per vari brand come Benetton, Gas, Kruder… La maggior parte degli anni ho lavorato in punti vendita della Benetton.

Nonostante anni di esperienza questo lavoro per me è sempre stato una grande sfida.
Il motivo lo conoscono tutti quelli che hanno letto il mio articolo “Ascoltami quando non parlo“.

È un articolo dove ho aperto il mio cuore parlando di muttismo selettivo.
Da bambina non parlavo con parenti e sconosciuti per molti anni.
Gli unici con i quali parlavo erano i miei genitori, mia sorella e nonno.

Poi sono cresciuta e il problema era conoscere persone nuove e sentirsi dire: “Ma tu non parli mai?”
Era un continuo.
Poi quando dicevo qualcosa tutti si avvicinavano per sentire meglio cosa ho appena cercato di dire oppure me lo facevano ripete.
Era un umiliazione per me.
La mia voce era così bassa che mi odiavo per questo.

E poi che lavoro ho scelto di fare? La commessa! Quella che dovrebbe vendere, parlare, (spesso vedo anche) urlare???

In alcuni punti vendita potrei aggiungere anche disturbare!
Come quando lavoravo in grande negozio.

Le colleghe in entrata chiedevano alla clientela come potevano essere d’aiuto e più avanti seguendo con lo sguardo quei poveri clienti ascoltavo altre 2 o 3 colleghe chiedere la stessa o simile cosa.
Giuro io non c’è la facevo.

Sono una persona empatica e provavo il dolore per eccessivo disturbo verso chi se magari lasciato un po’ in pace avrebbe potuto veramente guardare i capi di abbigliamento da acquistare.

Per me un comportamento del genere equivale a una violenza.
Anche costringermi a comportarmi in quel modo è una violenza.

Adesso lavoro in un punto vendita fantastico. Gestisco da sola tutto il processo che porta alla vendita.

I target per il quale mi impegno di più sono quelle persone che come me sentono di disturbare se chiedono qualcosa. Oppure quando chiedono la taglia ma poi hanno trovato qualcos’altro che gli piace ma gli sembra troppo chiedere 3, 4 o 5 volte un informazione sulle taglie o colori.

Quelle persone se “aggredite” non compreranno ne quella volta ne mai più.

Hanno bisogno di pensare da soli. Spesso sanno benissimo cosa vogliono. Quando li fai sentire a loro agio si aprono. Si avvicinano loro. E comprano.

Ecco questi sono i clienti per i quali lavoro con tutto il cuore.
Cerco di fargli trovare sempre tutte le taglie che ho disponibili.
Voglio farli sentire felici quando si innamorano di qualcosa e vedono la propria taglia esposta.

E per quanto riguarda i numeri. Il fatturato è sempre cresciuto quando ho lavorato così.
Sono grata perché anche questo mese sono partita benissimo. 🙏

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SEGUI IL CUORE

A 8/9 anni progettavo di visitare alcuni paesi in Asia e di andare a fare la volontaria in Africa.

Le persone intorno a me volevano insegnarmi che la vita va affrontata da realista.
Io invece amavo sognare.
Amavo costruire un mondo bello anche se questo significava solo passare qualche ora a fantasticare.

Nel mondo dei realisti ero una bambina sfortunata.
Nata in una famiglia che famiglia non era.
Ma io ero fortunata perché non ho scelto di essere uguale a loro.

Volevano insegnarmi a vivere e di diventare come tutti quelli che incontro per strada, a lavoro, in famiglia…

Vedo tante persone “realiste” e tristi che
hanno seppellito le loro emozioni più belle, quelle che ti fanno scalare le montagne.
Vivono senza la passione.

Sono persone senza colore.
Non vedono la bellezza intorno perché non c’è l’hanno dentro.
L’hanno nascosta tantissimi anni fà lontano dagli occhi di chi poteva giudicarli per il semplice fatto di seguire il proprio cuore.

❤️

CARO ANNO 2018…

CARO ANNO 2018…

Ho pensato a questo bellissimo anno e voltandomi indietro vedo tante lezioni e tantissima gratitudine di averlo vissuto.

Vedo l’anno 2018 luminoso e coloratissimo.

Penso che è successo proprio quello che doveva succedere.

In ogni momento tutto è così come deve essere.

Questo non significa essere ottimisti o scappare dalla realtà perché io alcuni eventi non posso più cambiarli.
Quello che posso cambiare è il mio punto di vista da qui dove sono adesso.

Non avrebbe senso piangere tutti i giorni. Anzi, avrebbe il senso soltanto se volessi rovinarmi il nuovo anno e di conseguenza anno dopo anno anche la vita.

Io invece vedo tutto così com’è e sono grata di tutto quello che ho vissuto.
Ogni evento poco piacevole ha rinforzato le mie radici.
Ogni nuova conoscenza ha fatto crescere nuovi rami dell’albero della mia vita.

Ogni nuova lezione porta più stabilità e consapevolezza. E questo mi aiuta a uscire vincente nelle intemperie che fanno parte della vita.

Per tutto questo brindo al 2018, un anno dove sono stata felice e dove ho pianto. Poco ma ho pianto.

Brindo al 2018 un anno nel quale ho chiuso il mio negozio per dedicarmi a una vita nuova.

Brindo al 2018, l’anno del coraggio.

Brindo al 2018 perché un anno dove ho vissuto nella mia città natale e sono tornata di nuovo nella città che amo da quando ero bambina. Roma!

Brindo al 2018, l’anno dove insieme al mio compagno abbiamo vissuto senza lavorare e senza alcun impegno ma abbiamo anche trovato il lavoro senza cercarlo.

Brindo al 2018 perchè un anno dove sono tornata da mia sorella e dalla migliore amica.

Brindo al 2018 perché ho conosciuto nuovi amici, persone che hanno risvegliato in me la passione.

Brindo al 2018, un anno dove ho letto tantissimi libri e raccolto tantissime ispirazioni.

E brindo al 2018 perché dopo tutto è l’anno che ha fatto nascere questo blog.

Sono sinceramente grata di aver vissuto l’anno 2018.

Sono grata di avere occasione di vivere, di continuare a leggere, ispirarmi e scrivere riguardo alle mie nuove avventure che mi porterà l’anno nuovo 2019.

Benventuooooo 2019!

Auguriii!!! 💞🌟🥂🌟💝