“NON C’È PASSIONE NEL VIVERE IN PICCOLO, NEL PROGETTARE UNA VITA CHE È INFERIORE ALLA VITA CHE POTRESTI VIVERE.” – Nelson Mandela

Photoshop: Pixers.it

NON SI PUÒ ASPETTARE UN MIRACOLO SENZA CAPIRE DOVE VOGLIAMO ANDARE

Io sono il miglior esempio di persona che ha provato a vivere a lungo nella stessa “boccia” (vedi foto).

E per fortuna, ho provato a fare i salti e vedere come si vive in un altro posto*.

(Il posto* può anche indicare il cambio di prospettiva, apertura mentale, ecc.

Non indica per forza l’invito al trasferimento.)

Sono sempre stata timida con chi incontravo la prima volta e ho avuto mille ansie in testa che mi bloccavano. Ci sono state anche le mie passioni che mi hanno fatto andare sempre più avanti e a vivere la vita.

Le passioni sono la caratteristica più vera che conosco di me.

Le paure sono finte e costruite da chi o cosa mi circondava, invece le passioni vengono dal profondo. Dall’anima.

Le passioni sono mie.

Sono uno specchio dove mi posso vedere.

Li mi vedo davvero bella, positiva e fortunata.

Le passioni mi hanno sempre spinto in avanti.

Mi hanno liberato la strada quando la trovavo bloccata.

Le passioni erano la mia luce quando sembrava che la vita fosse un tunnel buio.

Ho la fortuna di amare l’arte.

Amo la fotografia, pittura, animali, natura, lettura, scrittura e naturalmente amo i viaggi e l’Italia.

(Amo anche la Croazia perchè è lì che sono nata ma quando ero piccolina ho deciso che volevo vivere in Italia. E ovviamente ho realizzato questo sogno.)

Cosa significano per me queste passioni?

  • Quando fotografo, si ferma il tempo e anche se vedo un soggetto in basso potrei anche sdraiarmi per terra senza problemi. Mi sento portata dalla passione per ogni raggio di luce che inquadra la mia macchina fotografica.

Amo osservare le fotografie, soprattutto quelle di altri tempi.

Guardandole parto per un bel viaggio nel passato.

  • Amo ammirare i lavori di alcuni pittori famosi e non. In modo particolare adoro perdermi osservando dipinti l’astratti.

Non ho mai provato a dipingere ma siccome ho una bella curiosità, un giorno vedremo a cosa darò vita sulle mie tele.

  • Amo animali e in modo particolare amo i miei 9 gatti e gattini.

Ad alcuni io e il mio compagno abbiamo salvato la vita e ora sono i nostri 9 gioiellini più importanti.

Quando siamo tutti insieme a casa ci coccoliamo, giochiamo o semplicemente dormiamo tutti insieme. 😍

Quando è possibile ci fa piacere aiutare anche altri gatti. Quelli che non hanno avuto la fortuna di trovare ancora una loro casetta.

  • Quasi ogni settimana anche in inverno io e mio compagno passiamo il tempo a passeggiare sul mare.

D’estate il mare è bello ma è in inverno che diventa anche molto romantico.

  • Per quanto riguarda la lettura posso solo dire che amo così tanto leggere che ogni libro, sia nuovo che preso in prestito alla biblioteca, me lo godo annusando il suo profumo. 📖😜

In realtà amo leggere i libri dai quali posso imparare a conoscere meglio il mondo e ovviamente me stessa.

Da quel giorno che ho capito che ci deve essere molto di più di quello che sto vivendo sono in continua ricerca di modi di crescere, conoscere e migliorare la mia vita.

  • Cosa potrei dire riguardo alla scrittura? Ecco anche in questo momento stò scrivendo.

Quando ero bambina rubavo i fogli ai miei cugini, prendevo in prestito la penna e scrivevo.

Cosa?

Poesie, idee, progetti, addirittura anche non conoscendolo ho scritto un business plan.

Pianificavo i viaggi.

Immaginavo.

Visualizzavo il mio futuro e scrivevo tutto.

  • Passione per Italy? Ho scritto di amare Italia e questo potrebbe contenere pagine e pagine di motivazioni.

Per abbreviare posso solo dire che probabilmente ho vissuto tutte le mie vite passate in Italia. 😍

Una volta per spiegare quanta passione nutro per l’Italia dicevo:

“Amo l’Italia così tanto che trovo romantico anche il traffico quando piove!”😂

(Nel frattempo non sono più così tanto convinta di questa cosa).

E poi mentalmente mi trovo molto più simile al popolo Italiano che quello Croato.

Tutti abbiamo passioni ma non tutti le considerano delle benedizioni.

In tutta la vita mi hanno aiutato sempre a tirarmi fuori da ogni problema, dandomi il coraggio e indicandomi la strada giusta.

Non si può aspettare un miracolo senza capire e definire cosa ci piace e dove vogliamo arrivare.

E quando ho fatto questo credevo fortemente di riuscire a realizzare la vita come la volevo io e non come mi voleva vedere qualcun altro.

E non credere che non ci sono stati quelli che mi dicevano: “Non farlo, è impossibile!”

Per questo posso dire che non ho rimpianti.

Sono fiera del mio desiderio di saltare in un altra boccia perché era lì che mi portavano le mie passioni, come a quel pesciolino in foto.

Grazie di cuore

Katica

“PREOCCUPATI DI QUELLO CHE GLI ALTRI PENSANO E SARAI SEMPRE IL LORO PRIGIONIERO.” – Lao Tzu

Photo: Kaboompics .com

Sono passati quasi 30 anni da quando ho avuto la prima volta il desiderio di scrivere il libro.
Ero ancora una bambina che non conosceva il mondo.

Praticamente non avevo neanche la TV in casa.

Non c’era la corrente elettrica e le mie lampadine sul comodino profumavano di cera colata.

Dalla mia casa sulla montagna guardavo il mare e una strada statale che passava a destra e a sinistra. Era l’Adriatica croata.

Ricordo quando con mia sorella pensavamo che questo probabilmente indicasse i quattro confini della Terra con il resto dell’universo.

Davanti a noi c’era il mare. Alle nostre spalle credevamo finisse dietro le montagne.

E quello che ci incuriosiva di più era quando ci chiedevamo come sarebbe prendere la strada a destra o quella a sinistra e percorrerla fino in fondo, alla fine della Terra. Hm!

O come dicevamo noi, fino al confine con il resto del universo.

Immaginavamo una fine dietro alla quale si cadeva direttamente nel vuoto. Come se la Terra fosse piatta.

Questo era il periodo quando avevo già cominciato a sognare di scrivere il libro e di vivere libera dagli legami di lavoro o peggio quelli di matrimonio.

Quindi niente posto fisso, contratto a tempo indeterminato e cose simili.

Crescendo ho cominciato a chiedermi cosa potrei dire io al mondo. Volevo dare il mio contributo slla Terra.

Avevo cominciato a scoprire e leggere storie di scrittori che hanno vissuto bruttissima infanzia e da grandi hanno raggiunto il successo.

Pensavo che anche io potevo prendere quella strada.

Anzi ero già a metà perché anche la mia vita assomiglia a un dipinto pieno di ombre scure.

A questo punto potevo quasi essere a metà strada dato che mi mancava solo il riscatto dalle ombre quando raggiungerò il successo.

In realtà crescendo ho preferito ascoltare il mio cuore e nel frattempo dedicarmi alla lettura.

Ho imparato a testare esperienze di persone che avevano già raggiunto il successo.

Così ho percorso nuove strade, ho acceso la luce e ho scoperto che veramente anch’io posso scrivere un libro.

Peccato che prima volevo diventare perfetta e aspettavo il momento perfetto per scrivere il libro perfetto come dicevo anche nell’ultimo articolo. Qui!

In realtà immagino che avrei messo la maschera di chi volevo diventare e scrivere come si vive bene la vita da perfetti.

Esistono tantissimi libri di questo genere. Persone che raccontano storie mai vissute per cercare la compassione di qualche lettore che acquisterà il libro.

Quella però non sarebbe stata la mia storia. Non avrei dato me stessa in quel racconto.
Avrei rinnegato ogni giorno vissuto nella mia vita. Aspettando la perfezione avrei soltanto confermato a me stessa che ancora non mi andavo bene.

Mi sarei detta che non raggiungerò mai quella vetta che mi sono prefissata.

Invece sono qui, adesso. Oggi sono perfetta proprio così come sono.

È stata una grandissima scoperta che la valutazione della perfezione la misuravo con lo sguardo delle persone intorno a me.

Quella frase:” Cosa dirà la gente?” mi ha frenato tutta la vita.
Ogni decisione che prendevo veniva filtrata con: “Cosa dirà la gente?”.

In realtà non erano gli altri a frenare la realizzazione di miei sogni ma io, da sola.

Nessuno ti può fare del male quanto riesci a farlo da solo.

È un po’ come quando in un film c’è una ragazza troppo ingenua che crede che la stronza di turno fosse sua amica.

Quella sua amica sono stata io con me stessa. I pensieri e discorsi che cercavano di rovinare ogni amore, festa, viaggio, amicizia, lavoro.

Ogni santa volta quella mia amica immaginaria doveva dire la sua.

E la sua era sempre:

“Attenta!”, “Non ti fidare!”,

“È inutile, non diventerai mai brava a lavoro!”,

“È meglio che resti a casa!”, “Ti puoi impegnare quanto ti pare ma non sarai mai bella e brava come loro!”…

Sono sempre stata molto vulnerabile. Bastava poco per smontare anche il desiderio di vivere in me.

Una piccola critica per me significava giorni, settimane o mesi di sofferenza. Alcune frasi risuonano ancora oggi come l’eco nella mia testa.

Il messaggio che ricevevo era “Sei completamente sbagliata!” e “Non vali!”

Credevo di non valere nulla. Credevo di non meritare neanche un secondo di attenzione da parte della gente. Non avrei mai disturbato qualcuno per chiedergli anche solo un informazione.

Quando viaggiavo da sola non ho mai chiesto indicazioni nella città dove passeggiando a volte capitava di perdermi. Io non meritavo il loro tempo.

Mi guardavo intorno e mi sentivo ancora più strana. Nessuno sembrava avere i miei stessi problemi. Solo io. Significava che probabilmente non ero normale, pensavo convinta di questa cosa.

Neanche mia sorella che è un anno più piccola all’epoca non mi sembrava vulnerabile. Pensavo fosse una malattia solo mia.

Nella società che ci insegna di nascondere le proprie emozioni ho creato ancora più sofferenza cercando di nascondere la vulnerabilità, le lacrime e i miei bisogni di amore.

Mi vergognavo di me stessa. Odiavo il fatto di sentirmi diversa.
Alcuni compagni di scuola mi prendevano in giro. Ricordo ancora il dolore di quelle ferite. Quanto può far male una frase detta da un bambino a un altro bambino. E tornando a casa non avevo nessuno a chi raccontarlo.

Nessuno che avrebbe potuto capirmi.

Non c’era nessuno che mi avrebbe protetto da quelle lacrime.
Negli anni 80 e 90 i professori e maestri delle scuole si rendevano conto che ero una bambina con bisogno di aiuto.

La maggior parte di loro conosceva la mia situazione in famiglia ma probabilmente non sapevano cosa fare.

A volte mi sembravo invisibile anche per loro. Tutto il mio comportamento silenzioso, timido e chiuso urlava bisogno di essere vista e aiutata e il mondo continuava la propria corsa sfiorandomi qualche volta per caso.

Ti voglio ringraziare per avermi dato la possibilità di condividere con te un pezzo della mia vita.

Continua a seguirmi e se ti è piaciuto questo articolo dimmelo con un bel like.

Grazie di cuore

Katica

“IL FUTURO APPARTIENE A COLORO CHE CREDONO NELLA BELLEZZA DEI PROPRI SOGNI.” – Eleanor Roosevelt

Photo: Pixabay

Oggi è un giorno davvero speciale.

È uno di quei giorni quando mi sveglio la mattina e (senza averci pensato per giorni) decido di agire.

Sono più di 30 anni da quando ho scoperto il mio passatempo preferito: scrivere, scrivere è ancora scrivere.

Da bambina sognavo di pubblicare un libro e nel frattempo scrivevo tutto quello che mi veniva in mente.

Ero molto timida e spesso per evitare la compagnia mi isolavo, sognavo, scrivevo e pianificavo la mia vita.
Quella da grande.
La penna e un quaderno erano i miei migliori amici.

Non giudicavano e non mi facevano sentire diversa.

Invece a scuola mi sentivo diversa.

Non parlavo.
Nessuno è riuscito a capire che cosa avevo fino a pochi mesi fà.

Un giorno per caso mi è capitato un articolo che spiegava cosa è mutismo selettivo e all’improvviso mi sono sentita libera…

Le lacrime avevano coperto il mio viso mentre pensavo a quella bambina che combatteva i suoi mostri da sola e non capita da nessuno.

In quel momento avrei voluto tornare indietro nel tempo e abbracciarmi così piccolina e indifesa.

Per fortuna che tornando a casa stavo molto bene nel mio mondo magico. Li era possibile realizzare tutto quello che sognavo.

Ho sempre creduto nella magia. Anche quando la vita mi mostrava le carte perdenti, io sapevo che non poteva essere così per sempre.

La magia era quella bellissima sensazione che mi accompagnava a dormire quando non lo facevano mamma e papà.

Mi addormentavo immaginando una vita nella quale riuscivo a realizzare tutti i miei sogni.

Erano i sogni di una bambina che ha vissuto la sua infanzia sotto gli sguardi della gente che non credeva più nella magia.

Invece per me era tutto quello che avevo. Anche se sembrava di vivere in un film in bianco e nero, io sognavo di vivere a colori.

Sognare è credere che sia possibile vivere una vita migliore altrimenti non avrebbe senso niente.

Non mi ha mai convinto la storia: nasci, vivi muori e poi vai in paradiso (se te lo sei meritato!)

Io credo in qualcosa che abbia più senso e non mi importa se gli altri non la pensano come me.
Io vivo già in paradiso.

Hai mai guardato bene il mare, la natura, i fiori, animali, amore che proviamo per i nostri cari? Questo non può che essere il paradiso.

Altrimenti che senso avrebbe la vita?

Sono sicura che esistono altre persone con i stessi pensieri e le stesse paure.

Se ti riconosci sono sicura che anche tu credi ancora oggi in quella magia che ti ha accompagnato sulla tua strada da piccolo.

Lasciami il tuo commento perchè mi farebbe davvero piacere trovare altre esperienze di persone che come me non si sono arrese ancor prima di cominciare a vivere.


Grazie di cuore ❤

Katica